Motivazioni e aspettative dei giovani medici che si approcciano alla Medicina Generale: i risultati dell’indagine online “Orgogliosamente MMG”

L’indagine online “Orgogliosamente MMG”, promossa e organizzata dalle Associazioni “Liberi Specializzandi – ALS – Fattore 2a” e “APRIRE – Assistenza PRimaria In REte – Salute e a km 0″ è stata rivolta, nel periodo dicembre 2019-febbraio 2020, a medici recentemente diplomati tramite il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) o frequentanti o aspiranti, con lo scopo di studiare motivazioni, inclinazioni e aspettative dei medici che stanno entrando nella Medicina Generale (MG); ha esplorato quattro dimensioni: 1) La scelta della MG; 2) Il rapporto fra la MG e l’Università; 3) Il corso di formazione specifica in MG; 4) La professione del Medico di AP.

Indice

sezioni in corso di pubblicazione progressiva

  • RISULTATI
  • Focus: La Medicina Generale e l’Università
    • La presenza di attività formative inerenti la MG durante il corso di laurea
    • Valutazione delle attività formative inerenti la MG durante il corso di laurea
    • Proposte di miglioramento dell’offerta formativa nella MG durante il corso di laurea
    • Sintesi
  • Focus: La scelta della Medicina Generale
    • L’avvicinamento alla Medicina Generale
    • Il perché della scelta della Medicina Generale
    • Sintesi
  • Focus: Il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale
    • L’offerta formativa ricevuta
    • Il CFSMG nelle regioni
    • Le proposte di miglioramento del CFSMG
    • La collocazione istituzionale del CFSMG
    • Le attività formative professionalizzanti
    • Sintesi
  • Focus: La professione del Medico di Assistenza Primaria
    • Quale futuro per la figura del MMG
    • Le aspettative professionali
    • La collaborazione tra le professioni
    • La collocazione istituzionale del MMG
    • Sintesi
  • VALUTAZIONI CONCLUSIVE
  • Appendice: Modulo online con sequenza dei quesiti e corrispondenti codifiche
Glossario
  • ACN: Accordo Collettivo Nazionale (della Medicina Generale)
  • ADI: Assistenza Domiciliare Integrata
  • ADP: Assistenza Domiciliare Programmata
  • AFT: Aggregazione Funzionale Territoriale (della Medicina Generale)
  • ASL: Azienda sanitaria Locale
  • BPCO: BroncoPneumoPatia Cronico Ostruttiva
  • CA: Continuità Assistenziale
  • CFSMG: Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale
  • MG: Medicina Generale
  • MMG: Medico di Medicina Generale
  • SSN: Servizio Sanitario Nazionale

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Abstract

L’indagine online “Orgogliosamente MMG”, promossa e organizzata dalle Associazioni “Liberi Specializzandi – ALS – Fattore 2a” e “APRIRE – Assistenza PRimaria In REte – Salute e a km 0” è stata rivolta, nel periodo dicembre 2019-febbraio 2020, a medici recentemente diplomati tramite il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) o frequentanti o aspiranti, con lo scopo di studiare motivazioni, inclinazioni e aspettative dei medici che stanno entrando nella Medicina Generale (MG); ha esplorato quattro dimensioni: 1) La scelta della MG; 2) Il rapporto fra la MG e l’Università; 3) Il corso di formazione specifica in MG; 4) La professione del Medico di AP.

I partecipanti sono stati 566 medici, 57,4% frequentanti il CFSMG, 25,6% in attesa di frequentarlo ed i rimanenti 17,0% già diplomati.

Nel corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia italiano la medicina generale occupa uno spazio del tutto marginale e solo raramente si configura come attività formativa organica e strutturata.

Ciò è ulteriormente confermato dalla scarsa soddisfazione (75% dei partecipanti all’indagine) dell’offerta formativa in Medicina Generale fruita durante il corso di laurea magistrale e dall’opinione, nella quasi totalità dei partecipanti all’indagine, che debba essere migliorata (95%) con oltre 2/3 dei partecipanti che desidera l’introduzione di lezioni universitarie curate da medici di medicina generale.

L’avvicinamento al mondo della Medicina Generale tende ad avvenire solo alla fine del corso di Laurea, in particolare in occasione dei tirocini per l’esame di stato o durante le sostituzioni di medici di medicina generale (70% dei partecipanti all’indagine).

Le motivazioni che orientano verso la professione di MMG sono nettamente diverse da quelle ospedaliere con netta prevalenza di chi apprezza maggiormente il setting assistenziale territoriale (79%)

Benché la maggioranza dei partecipanti all’indagine, in tutte le regioni, dichiari di essere soddisfatto per l’offerta formativa ricevuta durante il CFSMG, emergerebbe una valutazione ampiamente condivisa che l’attività pratica sia eccessivamente osservazionale e poco professionalizzante (72%). Il 40% dei partecipanti si ritiene non soddisfatto dell’attività teorica.  Dall’indagine emergono numerose e diversificate proposte di miglioramento del CFSMG: dall’introduzione di strutturati ed organici corsi di diagnostica strumentale di primo livello, ad una riorganizzazione dell’attività pratica che deve avere maggior peso rispetto a quella teorica fino ad arrivare alla realizzazione della formazione-lavoro (88%) nell’ambito di attività vaccinale, domiciliare e gestione delle patologie croniche. La quasi totalità (80%) considera infine come fortemente penalizzante il mancato riconoscimento di titolo di specialista indipendentemente dall’assetto istituzionale regionale o universitario. Il mancato riconoscimento di titolo di specialista è anche tra le principali cause di abbandono del corso dopo la non parificazione della borsa di studio a quella delle specializzazioni ospedaliere (74%)

Nei partecipanti all’indagine, la prospettiva prevalente è di lavorare in stretta collaborazione-contiguità con gli altri professionisti della salute, a partire dagli infermieri: più di due terzi dei partecipanti all’indagine hanno manifestato l’orientamento a svolgere la propria attività di MG all’interno di forme di medicina associativa (Case della Salute, Centri Polifunzionali Territoriali con presenze interdisciplinari, Medicina di Gruppo con collaboratori e microteam) mentre è residuale la percentuale di chi intende lavorare come MMG singolo (3%).

I partecipanti si dividono a metà, con lieve prevalenza per il sì, sulla possibilità che il passaggio di contratto alla dipendenza possa migliorare le condizioni di lavoro.

Quanto emerso dall’indagine suggerirebbe la necessità che il sistema universitario italiano ponga una nuova e consistente attenzione alle tematiche della MG sin dai primi anni del percorso di laurea in medicina e chirurgia. La formazione post-laurea del Corso di Formazione Specifico in Medicina Generale andrebbe riorganizzata riconoscendo maggiori attività pratiche professionalizzanti, l’allineamento della borsa di studio a quella delle altre specializzazioni mediche e il riconoscimento del titolo di specialista in medicina generale.

Dall’indagine risulterebbe che il patrimonio motivazionale dei giovani medici che si accingono ad entrare nel mondo della MG è ricco: risulterebbe quindi opportuno che le autorità politico-istituzionali, nazionali e locali, ne tengano opportunamente conto in modo da valorizzarlo in funzione della salute delle nostre comunità.

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Prefazione: la crisi culturale della medicina generale italiana

Di Roberto Bellacicco – CFSMG Taranto

“Perché agli studenti di medicina non piace la Medicina Generale?”

Siamo partiti da questa e da altre domande per cercare di dare risposte alla crisi culturale della MG italiana e per fare questo abbiamo chiesto ai diretti protagonisti: studenti di medicina, neolaureati, MMG in formazione e convenzionati.

Se è vero che la crisi culturale riguarda tutta la professione medica, perché espressione di una crisi di tutta la società che riconosce sempre meno le figure sociali storiche, è altrettanto vero che quella del MMG si presenta particolarmente preoccupante proprio per l’importantissimo ruolo che ha ricoperto in passato.

Una crisi i cui sintomi hanno cominciato a presentarsi agli inizi del nuovo millennio ma che sono stati pericolosamente trascurati o non adeguatamente diagnosticati.

Abbiamo volutamente parlato di crisi culturale perché una categoria giustamente molto impegnata nella difesa contrattuale si è dimostrata poco efficace nel contrastare aggressioni culturali dettate probabilmente da una certa visione “privatistica” che la sanità italiana ha cominciato ad inseguire.  

Una categoria molto impegnata a discutere di regole, schemi e organizzazione territoriale ma che non riesce a definirsi (e a farsi definire) con una terminologia univoca corretta e al passo dei tempi.

Non ci dobbiamo stupire dunque se in Italia, dal punto di vista mediatico, lo “specialista delle cure primarie” è stato subdolamente sostituito dal “medico di base”. La semantica del resto ha una sua importanza e una deriva delle parole è sempre accompagnata da una deriva dei fatti.

Nonostante tutto il MMG continua ad essere la figura medica cardine del SSN, l’unico medico ad accesso libero e completamente gratuito, il professionista sanitario più amato e apprezzato dai cittadini (87% degli italiani secondo il Censis). Una figura amata, discussa, criticata, poco conosciuta dai colleghi, spesso invidiata.

Una figura di cui oggi, più di ieri, non si può fare a meno perché ha portato l’Italia a curare le cronicità come pochi paesi al mondo, con bassi tassi di ospedalizzazione rispetto al numero di cittadini anziani (OCSE – State of Health in Europe – 2019).

Nel sondaggio abbiamo voluto esplorare anche lo spinoso rapporto che esiste tra MG ed Università e le difficoltà degli studenti di medicina nel ricevere una formazione pre e post laurea adeguata.

Abbiamo cercato analoghe considerazioni anche sul CFSMG che in Italia si presenta con almeno 20 sfaccettature diverse, così scollegato dalla realtà universitaria a cui sono abituati gli studenti da spingere spesso i vincitori ad abbandonare le borse MMG.

L’abbandono della borsa MMG, in un periodo storico di massiccio ricambio generazionale, è una spia di allarme spesso sottovalutata dalla categoria ed è uno dei fenomeni che abbiamo voluto indagare.

Perché in un futuro caratterizzato da intensi cambiamenti in ambito sanitario la MG ha bisogno di una nuova pattuglia di MMG orgogliosi ed agguerriti nell’occupare il ruolo che la medicina territoriale deve ricoprire all’interno del sistema sanitario nazionale se vuole sopravvivere.

Sul tema della formazione-lavoro la MG gioca una partita importante perché vuol dire sottrarsi dalle forche caudine dell’attuale sistema di formazione medica post laurea italiano che ci rilega al poco qualificante ruolo di specializzando/tirocinante passivo per introdurci finalmente nel mondo del lavoro con ruolo attivo seguendo i dettami del “sapere, saper fare, saper essere”.

La fotografia che vogliamo realizzare con questo lavoro ci servirà per costruire una serie di proposte da sottoporre alla categoria, ben sapendo che il tempo a disposizione per un cambiamento culturale è già scaduto perché abbiamo regalato all’inerzia conservatrice preziosi anni di lavoro.

Esattamente come un astronomo che insegue le stelle durante la notte vogliamo seguire il firmamento nel suo movimento della volta celeste perché tutto scorre e tutto cambia. E noi con esso.

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Introduzione

Di Claudio Cappelli

Il triennio 2019-2021 un’intera generazione di giovani medici di famiglia e aspiranti tali se lo ricorderà come il periodo più tumultuoso e denso di cambiamenti sicuramente per molto tempo.

Avvicinandoci minacciosamente alla gobba pensionistica stiamo infatti vivendo un periodo ricco di cambiamenti normativi che riguardano sia la professione del medico di MG, che la normativa di accesso alla professione. Piombata dal nulla poi, la pandemia da Coronavirus sta segnando le nostre vite in maniera indelebile sia per l’aspetto umano e sociale di chi lavora in prima linea sul territorio o negli ospedali, ma anche di chi assiste passivamente alla rivoluzione sociale e tecnologica che questa stessa pandemia sta comportando. Il Covid-19 ha accelerato infatti dei processi che stavano già prendendo piede nella MG e che oggi vedono concretamente il loro sviluppo per la necessità di risposte veloci e concreti che l’emergenza impone.

Già la gobba pensionistica che vedrà il plateau fra il 2021 e il 2024, come dicevamo, aveva messo al centro la MG con importanti investimenti e cambiamenti normativi sul fronte dell’accesso alla professione dei medici di famiglia: investimenti sui contratti, introduzione della formazione-lavoro in ACN 18 Giugno 2020,  il fondo per la dotazione tecnologica in attesa di chiudere il nuovo ACN.

Con il Covid-19 ci siamo poi resi conto, come se ce ne fosse stato bisogno, della centralità del ruolo del territorio che sprovvisto di DPI, di strutture organizzative e di linee di indirizzo per far fronte l’emergenza, si è trovato completamente travolto, specie in alcune regioni con la Lombardia, dallo tsunami pandemico. Si è quindi accelerato per rinnovare il contratto dei MMG velocemente, si è quindi spinto ulteriormente sulla formazione-lavoro attraverso il DL 14 del 9 Marzo (articolo 4), sulla tecnologia digitale e si sono quindi costituite le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (articolo 8 DL 14 del 9 marzo): la risposta domiciliare e di prossimità della MG per la lotta al Codiv-19.

Con l’indagine “Orgogliosamente MMG”, l’associazione APRIRE e la sezione della MG dell’Associazione ALS, hanno voluto mettere al centro i futuri medici di famiglia, i giovani medici che in questo contesto si stanno formando o che intendono farlo.

Abbiamo voluto metterli al centro per osservare il loro punto di vista, per capire il background della loro decisione di formarsi come futuri Medici di Famiglia, in un’indagine che ha esplorato quattro dimensioni:

  • La scelta della MG
  • Il rapporto fra la MG e l’Università
  • Il corso di formazione specifica in MG
  • La professione del Medico di AP

Le future figure chiave del territorio per i prossimi 30/40 anni, i giovani medici di famiglia, hanno avuto l’insegnamento nel loro percorso pre-laurea? Da cosa è dipesa la scelta di diventare medici di famiglia? Come stanno vivendo il loro periodo formativo o come vorrebbero che fosse? Come si immaginano la loro professione fra qualche anno quando apriranno il loro ambulatorio: In una medicina di gruppo o in associazione o nei micro team? Cosa ne pensano dell’annosa questione del rapporto di lavoro, della dipendenza o della convenzione?

Sono solo alcune delle domande che abbiamo chiesto agli oltre 500 intervistati che con entusiasmo e voglia di partecipare e di mettersi al centro, hanno dato vita e contenuti a questa indagine.

Perché indipendentemente da tutto ed ora più che mai, siamo tutti un po’ più… “Orgogliosamente MMG”.

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Scopo dell’indagine

L’indagine online “Orgogliosamente MMG”, promossa e organizzata dalle Associazioni “Liberi Specializzandi – ALS – Fattore 2a” e “APRIRE – Assistenza PRimaria In REte – Salute e a km 0” è stata rivolta a medici recentemente diplomati tramite il Corso di Formazione Specifica in MG o frequentanti o aspiranti, con lo scopo di studiare motivazioni, inclinazioni e aspettative dei medici che stanno entrando nella MG.

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Metodologia

L’indagine, effettuata tramite questionario online pubblicato sul sito web www.aprirentwork.it, realizzato mediante “Moduli Google”, esplora i seguenti aspetti con una serie di 32 quesiti:

Informazioni di inquadramento

  1. In che anno ti sei laureato?
  2. Presso quale Università ti sei laureato?
  3. Sei diplomato in MG?
  4. Hai attivato la Convenzione per la MG?

La Medicina Generale e l’Università

  1. Nella tua Università erano previste attività formative inerenti la MG?
  2. Come consideri l’offerta formativa pre-laurea della tua Università nell’ambito della MG?
  3. Ritieni che la tua Università debba migliorare l’offerta formativa pre-laurea nella MG?

La scelta della Medicina Generale

  1. Quando è avvenuto il tuo primo contatto professionale con il mondo della MG?
  2. Quando hai maturato l’idea di poter intraprendere il percorso di formazione in MG?
  3. Perché hai maturato l’idea di intraprendere il percorso di formazione di MG?

Il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale

  1. Se stai frequentando il Corso di Formazione Specifica in MG, in quale regione lo stai frequentando?
  2. Come consideri l’offerta formativa PRATICA del CFSMG da te frequentato?
  3. Consideri l’attività pratica del CFSMG eccessivamente osservazionale e poco professionalizzante?
  4. Consideri le lezioni frontali del CFSMG aderenti alle nuove esigenze formative del MMG in formazione?
  5. Ritieni che l’offerta formativa del CFSMG della tua scuola debba essere migliorata?
  6. Ritieni che la borsa di studio debba essere parificata a quella delle altre specializzazioni?
  7. Ritieni che il CFSMG debba trasformarsi in specializzazione universitaria?
  8. Pur mantenendo l’attuale assetto regionale del CFSMG ritieni che il MMG debba essere considerato specialista?
  9. Ritieni che il mancato riconoscimento di titolo di specialista al MMG sia causa di insoddisfazione tra i medici in formazione?
  10. Sei soddisfatto delle assicurazioni professionali e di infortuni nel CFSMG?
  11. Ritieni utile aumentare le ore di formazione presso il MMG durante il corso?
  12. Ritieni utile far rientrare turni di Continuità Assistenziale (CA) obbligatori come parte integrante del CFSMG?
  13. Ritieni utile svolgere una parte del CFSMG in attività formative professionalizzanti presso il MMG? (vaccinazioni, esami strumentali, ambulatori patologie croniche, ADI/ADP etc.)
  14. Quale tra queste pensi possa essere la causa dell’alto tasso di abbandono del CFSMG?

La professione del Medico di Assistenza Primaria

  1. Ritieni la figura del Medico di Assistenza Primaria obsoleta nell’ambito del SSN?
  2. Quali pensi debbano essere i compiti del medico di assistenza primaria?
  3. In che modo vorresti esercitare la tua professione di Medico di AP?
  4. Con quali figure professionali vorresti lavorare all’interno del tuo studio?

La Convenzione in MG

  1. Se hai attivato la Convenzione per la MG, in quale anno l’hai attivata?
  2. Se sei diplomato in MG, in che anno ti sei diplomato?
  3. Se hai attivato la Convenzione per la MG, in quale settore l’hai attivata?
  4. Se hai attivato la Convenzione per la MG, in quale regione l’hai attivata?

L’indagine è stata condotta nel periodo dicembre 2019-febbraio 2020; è stata annunciata e pubblicizzata mediante una newsletter dell’Associazione APRIRE inviata a 696 destinatari il 25/11/2019 e mediante un post sulla pagina Facebook “Specializzazioni in Medicina. Associazione ALS”; ulteriori inviti alla partecipazione sono stati effettuati con una successiva newsletter inviata a 703 iscritti il 7/1/2020 e con un ulteriore post pubblicato via Facebook.

In appendice è tabulata la sequenza dei quesiti e le corrispondenti codifiche.

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Partecipanti all’indagine

All’indagine hanno partecipato 566 medici, più della metà frequentanti il CFSMG, poco più di un quarto in attesa di frequentarlo ed i rimanenti già diplomati; 56 di questi ultimi (58,3%) aveva attivato la convenzione della MG.

Due terzi dei partecipanti all’indagine si è laureato nel quadriennio 2016-2019.

Per quanto riguarda il percorso di laurea di provenienza, tutte le Università italiane sono rappresentate, benché talune con un contingente esiguo.

 

 

Le sezioni successive sono in progressiva pubblicazione