Riconoscimento e tutela dei caregiver: il Disegno Legge

Lunedì 20 Luglio 2026

“Il disegno di legge A.C. 2789, presentato al Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 relativo al “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, rappresenta il tentativo del Governo di colmare una “lacuna strutturale” del welfare italiano.
La norma giunge in un clima di pressione internazionale, alimentata dalla condanna dell’Italia da parte del Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità (ottobre 2022) per l’assenza di una tutela giuridica effettiva verso chi assiste i propri cari.
Il disegno di legge (DDL) 2789 si pone l’obiettivo di riconoscere il ruolo del caregiver non solo come “espressione di solidarietà”, ma come figura dotata di un preciso valore economico. Gli obiettivi dichiarati sono la prevenzione dell’isolamento, la tutela contro la discriminazione e il coinvolgimento del caregiver familiare nella pianificazione dei servizi.”

  

Partendo da questa premessa, Franco Pesaresi ha pubblicato  una serie di approfondimenti che analizzano e commentano singoli articoli del disegno di legge, espongono confronti con la situazione di altri Paesi, sintetizzano i contenuti salienti con infografiche, come la seguente.

Dalla scheda informativa accedi agli approfondimenti: 

  • CHI E’ IL CAREGIVER FAMILIARE NEL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO?
  • L’INDIVIDUAZIONE DEL CAREGIVER FAMILIARE
  • LE PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DEL CAREGIVER FAMILIARE
  • DIRITTI DI PARTECIPAZIONE E DI INFORMAZIONE DEL CAREGIVER FAMILIARE
e agli altri contributi correlati
  • AGENDA PER LA NUOVA LEGGE SUI CAREGIVER FAMILIARI (pubblicato prima della presentazione del disegno di legge)
  • LEGGE SUI CAREGIVER FAMILIARI: COME FUNZIONA IN GERMANIA

Esperienze orientate alla Primary Health Care in Italia – Progetti a supporto delle carenze dei servizi

Lunedì 13 Luglio 2026

“È importante che le attività nate per supportare carenze istituzionali non restino elementi isolati, ma si integrino nella progettualità complessiva del Distretto Sociale e Sanitario che, secondo quanto indicato nel Libro Azzurro per la Riforma delle Cure Primarie in Italia (Campagna PHC, 2021), è “l’ente cardine per l’attuazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale e delle politiche sociali locali (…)”

Esperienze orientate alla Primary Health Care in Italia – Un percorso di mappatura – 2025

Quando, per motivi diversi, la carenza di risorse o di capacità organizzativa non consente l’attivazione di servizi socio-sanitari assistenziali territoriali, talvolta si creano condizioni favorenti l’attivazione di soluzioni a carattere straordinario, progettate o con risorse “istituzionali” o ad opera di forme di volontariato. In ogni caso, è evidente l’inopportunità che tali progettualità vadano a sostituire in modo permanente le responsabilità degli enti preposti, generando processi di deresponsabilizzazione istituzionale.

Nel 6° capitolo Progetti a supporto delle carenze dei servizi del volume Esperienze orientate alla Primary Health Care in Italia – Un percorso di mappatura, realizzato nell’ambito del progetto MedicInRete si sottolinea l’importanza di:

  • inserire nella progettualità distrettuale complessiva i progetti nati a supporto delle carenze dei servizi
  • garantire la loro connessione organica con la Casa della Comunità di riferimento che, sempre secondo le proposte del Libro Azzurro, deve essere “basata su una governance pubblica, chiara e partecipata”.

Le quattro esperienze presentate in questa sezione mostrano come sia possibile seguire questa direzione. In particolare:

  1. le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) della provincia di Grosseto hanno ricoperto un ruolo cruciale a carattere straordinario nella gestione dei pazienti affetti da SARS-Cov-2 durante la pandemia
  2. l’esperienza dei Nuclei di Assistenza Territoriale (NAT) di Reggio Emilia mostra la modalità adottata per garantire un’assistenza sanitaria primaria ai cittadini temporaneamente sprovvisti del MMG
  3. il “Modello Integrato di Salute per una Montagna Inclusiva” è stato un progetto transfrontaliero che ha connesso la Valle D’Aosta con la francese Tarentaise, con l’obiettivo di sviluppare servizi socio-sanitari integrati per contrastare lo spopolamento delle aree montane
  4. l’esperienza torinese del “Gruppo di Aiuto Ricerca Offerta di sostituti, assistenti di studio, specialisti domiciliari” mostra invece una modalità, di tipo volontario, per far fronte alla difficoltà di trovare sostituti nell’ambito delle cure primarie mediante l’attivazione di un canale di connessione informale tra colleghi via social.

Accedi alla scheda informativa del libro per:

  • visionare le sezioni open access
  • acquistare il volume online

Nuovo Piano assistenza agli anziani: consolida l’esistente più che riformare il sistema

Lunedì 6 luglio 2026

Il nuovo “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana”, adottato con DPCM per il triennio 2025-2027 e pubblicato il 12 giugno 2026, introduce criteri più equi per distribuire le risorse tra le Regioni, ma lascia invariati i principali nodi del settore: un’assistenza ancora frammentata, pochi servizi territoriali a sostegno delle famiglie e risorse insufficienti per rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti.
È questo il giudizio espresso dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, rete che riunisce circa 60 realtà, tra cui APRIRE.
Il Piano è il primo documento di programmazione successivo all’approvazione della Riforma della Non Autosufficienza(Legge 33/2023). Il Patto evidenzia come il Piano, “pur collocandosi nel percorso della Riforma, finisca per consolidare l’esistente senza introdurre cambiamenti strutturali e senza dare piena attuazione agli obiettivi di trasformazione del sistema di assistenza.”

Accedi alla scheda informativa per visionare:

  • Comunicato stampa del Patto
  • Documento di approfondimento “Il nuovo Piano nazionale per gli anziani non autosufficienti 2025-2027. Un primo bilancio”
  • Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana“, (triennio 2025-2027, DPCM pubblicato in G.U. il 12.06.2026)  

L’analisi del Patto

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Verso un nuovo asse fra Scuole e Case della Comunità

Lunedì 29 giugno 2026

“Nell’ambito dell’Educazione alla Salute realizzata negli ambienti scolastici nell’ultimo decennio ci si è orientati verso una prospettiva di life-long learning basata sulla assunzione delle scuole come ambienti favorevoli e unità attive della promozione della salute.
Tale prospettiva ha dato vita a diversi orientamenti teorici e applicativi […]
Nel caso italiano, la strutturazione delle Case della Comunità, in corso di attuazione, costituisce un’importante novità e opportunità, a patto di sviluppare al suo interno una linea d’azione di indirizzo salutogenico effettivamente strutturata e propositiva.
Diventerebbe allora possibile creare un nuovo asse fra istituti scolastici, Case della Comunità e politiche giovanili locali capace di promuovere e coordinare gli interventi formativi rivolti alla popolazione giovanile locale, ma anche alle altre fasce d’età residenti.”


Marco Ingrosso formula questa proposta nel contributo Educare alla salute nel corso di vita: verso un nuovo asse fra Scuole e Case della Comunità, pubblicato sulla rivista Sistema Salute dell’editrice Cultura e Salute Editore Perugia.

   

Dalla scheda informativa:

Festival delle Cure Primarie

Lunedì 22 giugno 2026

Nasce come spazio di incontro, scambio e produzione collettiva di conoscenze sulle cure primarie in Italia: un’occasione per connettere professioniste/i, ricercatrici/ori, operatrici/ori sociali e sanitarie/i, comunità e istituzioni, e per immaginare insieme il futuro delle Cure Primarie.
Promosso dalla Campagna Primary Health Care Now or Never, dall’Accademia Italiana Cure Primarie e dal Movimento Giotto, si terrà nei giorni 9-11 ottobre 2026 a Roma.

E’ possibile partecipare, entro il 15/07/2026, alla Call for Experience che raccoglie contributi di diversa natura –esperienze sul campo, progetti di ricerca, percorsi formativi, proposte di policy– che abbiano promosso un ripensamento della salute e delle cure primarie nei territori, alla luce delle trasformazioni sociali, dei mutamenti dei contesti locali e dell’evoluzione del quadro normativo.

I contributi selezionati saranno presentati durante il Festival.

Accedi alla scheda informativa per ulteriori informazioni
e per partecipare alla Call for Experience