Lunedì 13 Luglio 2026
“È importante che le attività nate per supportare carenze istituzionali non restino elementi isolati, ma si integrino nella progettualità complessiva del Distretto Sociale e Sanitario che, secondo quanto indicato nel Libro Azzurro per la Riforma delle Cure Primarie in Italia (Campagna PHC, 2021), è “l’ente cardine per l’attuazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale e delle politiche sociali locali (…)”
Esperienze orientate alla Primary Health Care in Italia – Un percorso di mappatura – 2025
Quando, per motivi diversi, la carenza di risorse o di capacità organizzativa non consente l’attivazione di servizi socio-sanitari assistenziali territoriali, talvolta si creano condizioni favorenti l’attivazione di soluzioni a carattere straordinario, progettate o con risorse “istituzionali” o ad opera di forme di volontariato. In ogni caso, è evidente l’inopportunità che tali progettualità vadano a sostituire in modo permanente le responsabilità degli enti preposti, generando processi di deresponsabilizzazione istituzionale.
Nel 6° capitolo Progetti a supporto delle carenze dei servizi del volume Esperienze orientate alla Primary Health Care in Italia – Un percorso di mappatura, realizzato nell’ambito del progetto MedicInRete si sottolinea l’importanza di:
- inserire nella progettualità distrettuale complessiva i progetti nati a supporto delle carenze dei servizi
- garantire la loro connessione organica con la Casa della Comunità di riferimento che, sempre secondo le proposte del Libro Azzurro, deve essere “basata su una governance pubblica, chiara e partecipata”.
Le quattro esperienze presentate in questa sezione mostrano come sia possibile seguire questa direzione. In particolare:
- le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) della provincia di Grosseto hanno ricoperto un ruolo cruciale a carattere straordinario nella gestione dei pazienti affetti da SARS-Cov-2 durante la pandemia
- l’esperienza dei Nuclei di Assistenza Territoriale (NAT) di Reggio Emilia mostra la modalità adottata per garantire un’assistenza sanitaria primaria ai cittadini temporaneamente sprovvisti del MMG
- il “Modello Integrato di Salute per una Montagna Inclusiva” è stato un progetto transfrontaliero che ha connesso la Valle D’Aosta con la francese Tarentaise, con l’obiettivo di sviluppare servizi socio-sanitari integrati per contrastare lo spopolamento delle aree montane
- l’esperienza torinese del “Gruppo di Aiuto Ricerca Offerta di sostituti, assistenti di studio, specialisti domiciliari” mostra invece una modalità, di tipo volontario, per far fronte alla difficoltà di trovare sostituti nell’ambito delle cure primarie mediante l’attivazione di un canale di connessione informale tra colleghi via social.
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