Raccomandazioni italiane su “Comunità proattive e prescrizione sociale”

Book Cover: Raccomandazioni italiane su “Comunità proattive e prescrizione sociale”
  • Presentate dal Network Comunità, Solitudini e Salute presso la Sapienza di Roma nel convegno del 22 Aprile 2026
  • Risultato di un percorso di confronto e di ricerca nazionale e internazionale sviluppato tra il 2024 e il 2026 nell’intersezione tra
    • la traiettoria scientifica che riconosce la solitudine come determinante di salute
    • l'emergere del social prescribing come modello operativo per connettere i servizi con le risorse comunitarie
    • la traiettoria istituzionale rintracciabile nella riforma dell’assistenza territoriale avviata con il il PNRR Missione 6 ed il DM 77/2022
  • Serie organica di indicazioni
    • specifiche da poter essere tradotte in azioni territoriali
    • flessibili per poter essere adattate ai diversi contesti locali,
    • fondate da poter resistere al confronto con le evidenze scientifiche e con la realtà dei servizi
  • Redatte con il coinvolgimento di clinici, epidemiologi, sociologi, esperti di organizzazione sanitaria, rappresentanti del Terzo Settore, amministratori locali, giovani ricercatori universitari, operatori del sociale, rappresentanti di ETS
  • Con la partecipazione di WHO UE, WONCA Europa, EuroHealthNet, Ministeri competenti, AGENAS, ISS, Regioni, ASIQUAS, Organizzazioni d’impresa, società professionali e scientifiche, Network associativi, Cittadinanzattiva, CSV Net e tanti altri soggetti del mondo ETS e del Volontariato e alla presenza della Commissione Salute della CEI
Il testo dele Raccomandazioni
Documentazione a supporto
  • Il percorso del Network Comunità, Solitudini e Salute: Testo - Slides
  • Glossario: Testo - Slides
  • Modelli e strumenti per comunità che curano: Testo - Slides
  • Scheda di autovalutazione per i progetti e le esperienze di prescrizione sociale e comunità produttive:  Testo - Slides
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Le “Raccomandazioni italiane su
Comunità proattive e prescrizione sociale”
I principi fondamentali che orientano l'interpretazione e l'applicazione delle Raccomandazioni:
  • Approccio “One Health”. Le politiche per la salute di comunità si inseriscono in una cornice più ampia che riconosce l'interdipendenza salute umana, animale e ecosistemi, con un focus sulla dimensione sociale per agire sulla prevenzione con misure intersettoriali e multidisciplinari, superando l’attuale frammentazione tra settori.
  • Identificazione univoca dei territori di intervento. L'integrazione tra servizi sanitari, sociali e risorse del territorio è possibile solo garantendo la coincidenza tra i Distretti sociosanitari delle ASL e gli Ambiti Territoriali Sociali dei Comuni, la definizione del territorio di afferenza di ogni casa della Comunità e la sua articolazione in unità territoriali di prossimità (Microaree indicativamente 4.000-10.000 abitanti), corrispondenti a quartieri, rioni, frazioni o piccoli comuni.
  • Nomenclatura condivisa per la “prescrizione sociale”. Per monitorare e confrontare gli interventi su scala nazionale è indispensabile sviluppare un linguaggio comune.
  • Sostenibilità economica. Per rendere replicabili e confrontabili gli interventi integrati socio-sanitari di promozione comunitaria è necessario definire caratteristiche e costi di riferimento, da approvare in Conferenza Stato- Regioni.
  • Strumenti operativi e interoperabilità. L’attuazione delle raccomandazioni richiede l’utilizzo di strumenti organizzativi e informativi idonei a garantirne concreta applicazione, tracciabilità e valutazione nel tempo. L’integrazione socio-sanitaria e la continuità assistenziale presuppongono l’impiego coerente di sistemi interoperabili e modalità standardizzate di registrazione e monitoraggio, in raccordo con le infrastrutture informative nazionali e territoriali vigenti.
Livello MACRO – Le policy

Raccomandazioni rivolte al Governo, al Parlamento e ai Ministeri competenti. Riguardano la definizione di politiche nazionali, normative quadro e risorse al fine di legare promozione e contrasto alla solitudine, all’isolamento sociale e alla promozione della salute di comunità.

  • R1 Inserire la solitudine e l'isolamento sociale come determinanti di salute nella programmazione sanitaria nazionale e regionale, definendo una cornice normativa e strategica nazionale per la prevenzione e il contrasto attraverso DPCM, documenti di indirizzo interministeriali (Sanità, Lavoro e Politiche Sociali, Istruzione, Ricerca, Ambiente e altri) e una Strategia nazionale dedicata; promuovendo e realizzando campagne nazionali di comunicazione e sensibilizzazione che presentino la solitudine e l'isolamento come fattori di rischio per la salute e per il benessere delle persone e delle comunità.
  • R2. Le Regioni provvedono alla coincidenza geografica obbligatoriatra Distretti Sociosanitari e Ambiti Territoriali Sociali (ATS), e alla obbligatorietà della definizione del territorio di afferenza di ogni Casa della Comunità. Questo territorio deve essere ulteriormente articolato in Microaree (popolazione compresa tra 4.000 e 10.000 abitanti), individuate come unità minime per la programmazione della salute di comunità e il monitoraggio delle solitudini.
  • R3. Definire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) includendo esplicitamente gli interventi di salute di comunità e contrasto all'isolamento sociale, con riferimento anche ai Fondi FNA e FSE per la copertura finanziaria, prevedendo esenzione totale per persone in povertà, e definire caratteristiche e costi standard di riferimento degli interventi integrati socio-sanitari di promozione comunitaria, con nomenclatore tariffario nazionale da approvare in Conferenza Stato-Regioni. Una quota delle risorse dei Fondi Sanitari Regionali destinate alla medicina territoriale deve essere vincolata a progetti di prescrizione sociale e supporto alla domiciliarità proattiva.
  • R4. Emanare linee guida nazionali sulla “prescrizione sociale” in collaborazione con ISS, AGENAS, Federazioni Nazionali degli Ordini Professionali, Società Scientifiche, rappresentanti nazionali del Terzo Settore, definendo modelli operativi, standard di qualità e percorsi formativi per gli operatori. Le Linee guida dovranno prevedere modalità standardizzate di registrazione della prescrizione sociale nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0), assicurandone la tracciabilità e l’integrazione nei flussi informativi nazionali (NSIS), al fine di garantirne monitoraggio, valutazione e confrontabilità interregionale secondo gli standard SNOMED-CT.
  • R5. Istituire un Osservatorio nazionale su Solitudine, Isolamento Sociale e Salute di Comunità presso e con il concorso di Ministeri, di Istituti e di Agenzie nazionali, con il compito di raccogliere dati epidemiologici e monitorare l'efficacia degli interventi, garantendo l'accessibilità dei dati a Università e Istituti di Ricerca. L’Osservatorio opererà in raccordo con i flussi NSIS e con i dati aggregati derivanti dal FSE 2.0, garantendo l’utilizzo di dati interoperabili e standardizzati per il monitoraggio degli interventi e dei percorsi di presa in carico.
Livello MESO - Criteri di programmazione e ricerca

Raccomandazioni rivolte a Regioni, Aziende Sanitarie, Distretti socio-sanitari e Ambiti Territoriali Sociali, IRCCS e Istituti di Ricerca. Riguardano la programmazione, l'organizzazione, la ricerca e il finanziamento dei servizi territoriali.

  • R6. Implementare sistemi di screening della solitudine e dell'isolamento sociale nei punti di contatto territoriali (Case della Comunità, farmacie, ambulatori singoli e associati dei Medici di Medicina Generale, servizi sociali, etc.) delle microaree utilizzando scale validate (UCLA o De Jong Gierveld), con focus prioritario sugli over 65 e sulle popolazioni fragili (giovani, famiglie in povertà, donne sole, etc.) , sviluppando conseguenti progetti integrati di prevenzione attiva, di medicina di iniziativa, di “prescrizione sociale”, di attivazione di sportelli di prossimità.
  • R7. Consolidare e diffondere la figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità come riferimento territoriale stabile per l’individuazione precoce, la presa in carico leggera e il monitoraggio delle persone fragili (con accesso al FSE e agli strumenti informativi territoriali). Introdurre, consolidare e diffondere nuove figure della salute di comunità, professionali (MMG, Infermieri di Famiglia e di Comunità, psicologi, assistenti sociali, educatori e altri) e volontarie (facilitatori, connettori sociali, animatori di punti di comunità e di reti di prossimità), opportunamente formati ad agire anche come operatori di comunità.
  • R8. Garantire una presa in carico globale delle persone vulnerabili, prevedendo l'attivazione diffusa di Punti Unici di Accesso territoriali in collaborazione stabile fra Distretti sociosanitari e Ambiti Territoriali Sociali, nel sistema delle Case della Comunità – Centrali Operative Territoriali e protocolli di dimissione protetta per la continuità assistenziale ospedale-territorio, con particolare tempestività per i pazienti che vivono soli e privi di rete familiare.
  • R9. Istituire tavoli misti permanenti sanità-sociale-Terzo Settore a livello distrettuale per la co-programmazione, co-progettazione e co-produzione degli interventi di contrasto alla solitudine e promozione della salute di comunità, formalizzando accordi secondo il D.Lgs. 117/2017 con definizione di ruoli, risorse e responsabilità.
  • R10. Implementare un modello modulare di valutazione multidimensionale, differenziato per fasce d'età e tipologie di fragilità, dei bisogni, semplici e complessi, da far adottare in tutte le Unita Valutazione Multidimensionale dei Distretti Socio Sanitari, e da tutti gli operatori dei Comuni, delle Case della Comunità, dai servizi di prossimità e condiviso con gli Enti del Terzo Settore, lavorando per processi integrati superando le logiche a silos, con piani e percorsi personalizzati socio-sanitari (vedi PAI, Programmi Assistenziali Individuali, o PidS, Programmi Individuali di Salute).
    I modelli di valutazione multidimensionale adottati dovranno essere integrabili con il FSE 2.0 e coerenti con i tracciati informativi NSIS, al fine di assicurare continuità informativa nei percorsi di presa in carico e nelle transitional care gestite dalle COT, Centrali Operative Territoriali.
Livello MICRO-1 - Modelli di attivazione delle comunità

Raccomandazioni rivolte a Case della Comunità, Comuni, Enti del Terzo Settore e cittadini attivi. Riguardano l'attivazione delle risorse locali, le reti di vicinato e i servizi di prossimità nelle microaree.

  • R11. Mappare sistematicamente, attraverso strumenti e modelli standardizzati, le risorse delle comunità (associazioni, gruppi, spazi sociali) da parte dei Distretti Sociosanitari e degli ATS, e integrarle con il sistema informativo dei PUA, Punti Unici di Accesso, per costruire repertori territoriali aggiornati e accessibili agli operatori e ai cittadini, da usare a supporto della co-progettazione, co-gestione e co-produzione dei servizi.
  • R12. Attivare patti di comunità nelle Microaree per mobilitare le risorse sociali locali (volontariato, parrocchie, associazioni) con la finalità esplicita di costruzione di comunità proattive e inclusive, oltre che di erogazione di servizi, promuovendo nelle comunità forme di reciprocità e di supporto tra vicini con il coinvolgimento di connettori sociali (Link worker), garantendo accessibilità e gratuità dei servizi.
  • R13. Trasformare i centri di aggregazione tradizionali in laboratori di comunità multifunzionali con servizi di prossimità, socializzazione intergenerazionale e supporto ai fragili, favorendo lo sviluppo di momenti di autoformazione, laboratori di quartiere, accompagnamento e scambio tra pari per sviluppare competenze diffuse sulla salute relazionale e facilitare la socializzazione.
  • R14. Promuovere attività tra pari motorie-culturali-ludiche-ricreative-fisiche nelle microaree e nei gruppi di auto-mutuo aiuto, accessibili gratuitamente o a condizioni calmierate, adattati e inclusivi per anziani e persone in condizione di fragilità e solitudine, orientati come prescrizioni sociali efficaci per il contrasto all'isolamento.
Livello MICRO-2 - Competenze professionali

Raccomandazioni rivolte agli operatori sanitari, sociali, del Terzo Settore e del volontariato. Riguardano le competenze, le metodologie di lavoro e le pratiche operative quotidiane

  • R15. Attivare équipe inter e transdisciplinari orientate agli interventi di prossimità, specificando composizione e modalità di coordinamento, collaborando con le nuove professionalità di comunità nella promozione di comunità proattive tramite anche la costruzione di relazioni stabili e continuative tra cittadini fragili e soli con la propria équipe di riferimento, evitando la frammentazione dei contatti.
  • R16. Definire per ogni operatore sanitario e sociale del Distretto Sociosanitario o dell’Ambito Territoriale Sociale o degli ETS:
    • a) l’attribuzione di uno specifico territorio di riferimento mantenendo la continuità operativa per congrui periodi di tempo e punti di contatto decentrati.
    • b) l’acquisizione di competenze relative al lavoro in équipe multiprofessionali-multisettoriali, allo sviluppo di welfare generativo, alla mappatura di bisogni e risorse delle popolazioni, ad iniziative di costruzione di comunità, tramite percorsi di formazione.
  • R17. Programmare visite domiciliari proattive (presa in carico leggera) da parte di IFeC e operatori sociali, con frequenza definita nel PAI, per anziani soli, soggetti fragili e famiglie in povertà, con monitoraggio attivo dei contesti rurali e di degrado urbano, segnalando sistematicamente le condizioni di fragilità e solitudine. Gli esiti delle visite domiciliari dovranno essere registrati nei sistemi informativi territoriali interoperabili con il FSE 2.0 e condivisi con le Centrali Operative Territoriali nei casi di continuità assistenziale ospedale–territorio. Nei casi clinicamente appropriati, il monitoraggio e il follow-up potranno essere supportati tramite strumenti di telemedicina
  • R18. Agire la “prescrizione sociale”, facendo riferimento alle caratteristiche degli interventi integrati socio-sanitari di promozione comunitaria approvate in Conferenza Stato-Regioni, con particolare attenzione alle persone a basso reddito e residenti in microaree urbane o periurbane disagiate-marginali e aree interne.
  • R19. Attivare progetti di promozione della salute concordati tra scuole e servizi di comunità, coinvolgendo le giovani generazioni nella vita delle microaree attraverso iniziative intergenerazionali e forme di prevenzione attiva.
  • R20. Coinvolgere cittadini e i volontari delle OdV e APS locali nei processi di co-progettazione dei servizi territoriali basati su un approccio tra pari (peer support) per tutte le tipologie di fragilità e solitudini, valorizzando l'esperienza diretta dei destinatari e contribuendo alla formazione dei volontari per supportare i fragili e soli con visite, telefonate e accompagnamenti.

MMG: doppio canale, specializzazione e Case della Comunità

Book Cover: MMG: doppio canale, specializzazione e Case della Comunità
Lettera aperta a Parlamento e Governo:
  • inviata dalla Società Italiana di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie e da organizzazioni dell’Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie
  • per chiedere:
    • il rafforzamento delle Case della Comunità
    • l'attivazione del modello “a doppio canale” che affianca al regime convenzionale la possibilità volontaria per i MMG di operare come dipendenti del SSN
    • l'istituzione di una Scuola di specializzazione universitaria in Medicina generale, di comunità e cure primarie, valorizzando l’attuale scuola di specializzazione in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie
  • in  risposta all’aumento di cronicità e fragilità della popolazione
  • come uno strumento per garantire continuità assistenziale, integrazione multiprofessionale e maggiore attrattività della professione per giovani e donne medico
La lettera aperta

 

Ne ha parlato

Organizzazioni firmatarie
  • SIMCCP – Società Italiana di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie
  • Le organizzazioni aderenti all’Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie in Italia:
    • AIFeC – Associazione Infermieri di Famiglia e di Comunità
    • AsIQuAS - Associazione Italiana per la Qualità della Assistenza Sanitaria e Sociale
    • Associazione APRIRE – Assistenza Primaria In Rete
    • ⁠ Associazione La Bottega del Possibile
    • Associazione Salute Internazionale
    • CARD - Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto
    • Campagna Primary Health Care Now or Never
    • Comitato Promuovere Case della Comunità a Parma e Provincia
    • Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri - IRCCS
    • Movimento Giotto
    • Movimento MMG per la Dirigenza.

1° Rapporto sull’innovazione nelle Case della Comunità in Italia

Book Cover: 1° Rapporto sull'innovazione nelle Case della Comunità in Italia
  • Rivolto a chi sta lavorando alla realizzazione delle Case della Comunità
  • Risultato del progetto LABINN - Laboratorio acceleratore dell’innovazione nelle Case della Comunità promosso e coordinato dall’Associazione Prima la Comunità
  • Curato da Silvia Pilutti,  Roberto Di Monaco, Marzia Ravazzini, Giuseppe Costa
  • Si avvale delle idee, riflessioni e contributi per l’auto-valutazione dell’ampio gruppo di dirigenti, operatrici e operatori, di organizzazioni pubbliche e private, impegnati nelle esperienze innovative che hanno aderito al laboratorio e che hanno incontrato gli autori nel corso delle visite dedicate alle esperienze
  • Presenta esperienze significative di molte regioni italiane

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Indice del Rapporto

1. Nuove strutture o nuovo paradigma? L’innovazione delle Case della Comunità

2. La teoria del cambiamento per il nuovo paradigma

3. Le basi di conoscenza per l’azione nelle Case della Comunità

4. Case della Comunità: sette pratiche in cui riconoscersi. Il documento per le esperienze candidate

5. Panoramica di innovazioni in corso

6 Cosa insegnano le esperienze di innovazione?

7. Le esperienze si raccontano

  • Piossasco, una comunità che si prende cura (Torino)
  • Casa della Comunità “Rita Levi Montalcini”, Valchiusella, città metropolitana di Torino
  • Dialogo e convivenza: la mediazione comunitaria come strumento di benessere e trasformazione sociale - l’esperienza di San Marcellino a Genova
  • Monza-Brianza: la salute della comunità al centro dell’impegno del volontariato organizzato
  • Arcturus: struttura di prossimità per le persone in situazione di grave marginalità a Milano. sperimentare un modello integrato territoriale di salute
  • Medicina Futura: una casa della comunità in atto. dai territori di Cavarzere e Cona un modello solido di sanità territoriale e prossimità (Venezia)
  • Gruppo di medicina generale Marconi di Faenza. unità sperimentale integrata (Ravenna)
  • Casa della Comunità di Brisighella (Ravenna)
  • Casa della Comunità di Castel Bolognese (Ravenna)
  • Azienda USL della Romagna – Distretto sanitario di Faenza. il ruolo del distretto nell’integrazione dei servizi territoriali
  • Casa della Comunità di Russi (Ravenna)
  • Casa della Comunità di Le Piagge (Firenze)
  • Presa in carico multidisciplinare: l’esperienza della Casa della Comunità “Rita Levi Montalcini” di Certaldo (Firenze)
  • Casa della Comunità di Perugia - Ponte San Giovanni
  • Casa della Comunità di Larino (Campobasso)
  • Casa della Comunità di Venafro (Isernia)
  • Costruire buon vivere per una salute più giusta. L’esperienza della cooperativa Dedalus di Napoli
  • Open Point Scampia. Locali EAV – ASL Napoli 1 centro
  • Lavoro di rete nei contesti urbani complessi. l’esperienza di Napoli
  • La Casa della Comunità che diventa competente. L’esperienza di Palmi (Reggio Calabria)
  • Benessere di comunità. L’esperienza di Arghillà (Reggio Calabria)
  • Casa della Comunità di Piazza Armerina (Enna)

8. Riferimenti bibliografici

La salute nei CPR e il ruolo dei medici

Book Cover: La salute nei CPR e il ruolo dei medici
Contributo:
  • pubblicato su Salute Internazionale il 15 Aprile 2026
  • redatto da Alice dell’Acqua, Chiara Milani e Rossella Romano
  • evidenzia le terribili condizioni di vita presso i Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR)
  • solleva il quesito "se la patogenicità dei CPR è un dato scientifico e la tutela della salute per tutti è un principio costituzionale, oltre che un dovere deontologico, qual è il ruolo del medico di fronte alla visita di idoneità alla permanenza in tali centri?"
  • presenta
    • Storia, normativa e organizzazione dei CPR
    • Il ruolo del medico del SSN
    • La salute nei CPR
  • Salute Internazionale
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SALUTE RIPRODUTTIVA E NASCITA

Book Cover: SALUTE RIPRODUTTIVA E NASCITA
SALUTE RIPRODUTTIVA E NASCITA
- l’Ostetrica Anello di Continuità Assistenziale

 

Meeting 2026
ANCONA
8-9 MAGGIO 2026

 

Dove?

UNIVPM Facoltà Medicina e Chirurgia - via Tronto, 10/a- 60020 Torrette di Ancona

Comitato scientifico

  • Miriam Guana, Presidente
  • Antonella Cinotti, Marina Lisa, Irene Marzetti, Cristiana Pavesi, Elisa Cucco, Maria Pompea Schiavelli, Rita Lombardini, Elena Tarlazzi, Laura Fermani

Razionale

Syrio (Società Italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-Neonatali), con questo evento, intende porre l’attenzione sulle cure ostetrico ginecologico-neonatali (midwifery care): in particolare i nuovi modelli organizzativi e percorsi clinico-assistenziali, nonché le sfide attuali e
future volte a favorire il processo di “engagement”, “empowerment” ed “agency” delle donne e delle loro famiglie.

Secondo la letteratura, la continuità assistenziale ostetrica (Midwifery continuity care - MCoC) assicura interventi più efficaci e di qualità, migliora gli esiti di salute e favorisce la prevenzione e la precoce identificazione di rischi e bisogni.
L’ostetrica è la figura chiave per assicurare continuità sul territorio e integrare i servizi ospedalieri e territoriali, rafforzando la fiducia e stimolando l’empowerment della persona.

Tematiche

  • Si darà rilevante spazio a contributi significativi delle ostetriche che operano nel territorio nazionale, espressione di modelli di assistenza innovativi in cui la competenza clinico/assistenziale è centrata sulla continuità delle cure, quale investimento primario per il benessere della società e per una risposta concreta e qualificata all'emergenza della denatalità.
  • I bisogni di salute dell’utenza in ambito sessuale/riproduttivo in costante mutamento ed il ruolo e competenze dell’ostetrica/o.
  • Il modello della continuità delle cure per la promozione e tutela della salute bio-psico-sociale della donna, della vita nascente/ bambino e della famiglia in tutto l’arco della vita: dalla fase pre-concezionale alla periodo post fertile.

Obiettivi

  • Creare uno spazio di confronto e di riflessione condivisa sui temi della natalità, della fertilità, della salute femminile e del neonato, sulle competenze dell’ostetrica e su percorsi di cura/care/educator basati sui seguenti paradigmi: la “continuità assistenziale “, l’approccio “ life course e one health".
  • Riassume il concetto di continuità in tre livelli: continuità delle informazioni, continuità gestionale e continuità relazionale.
  • Affrontare in un’ottica multidisciplinare/professionale anche temi quali la menopausa e la salute del pavimento pelvico.
  • Essere un momento di riflessione per sfide future tra le ostetriche di oggi e di stimolo per le future generazioni.

Come partecipare?

Per informazioni: info@syrio.org

Per iscrizione cliccare sul seguente link: https://forms.gle/vwbUXcdT5PaHsRHj8

Provider ECM Staff P&P: https://www.staffpep.com/formazione-ecm/

CLICCA QUI PER SCARICARE LA LOCANDINA DELL'EVENTO

8 MAGGIO - CONVEGNO ore 9:00 - 13:00 ore 14:30 - 17:30

MATTINO - ORE 08.30 – 13.20
08.30 - 09.00 – Registrazione partecipanti
09.00 – 09.30 - Saluti Autorità
Presentazione del Razionale M. Guana - Presidente Syrio

I Sessione: Salute Sessuale Riproduttiva In Relazione Al Ciclo Della Vita
Moderatori: Liguori D. – Busilacchio P.
10.00 - Tutela della fertilita’, salute riproduttiva, denatalita’: una fotografia del presente per costruire il futuro. A. Cinotti
10.30 - Adolescenza Educazione Sessuale nelle Scuole – Marzero A.
10.50 - Salute Pavimento Pelvico – Lisa M.
11.10 – Discussione
11.30 – Break
11.50 - Diagnostica prenatale e IA: verso una maggiore precisione e sicurezza. – Viora E.
12.10 - I 1000 Giorni come Determinante di Salute: Impatto epigenetico – Nava S. A.
12.40 - Le cure che nutrono (Nurturing Care) – Tranà A.
13.00 - Discussione
13. 15 lunch

POMERIGGIO 14.30 -18.00

II Sessione: Area ginecologica: interventi di prevenzione
Moderatori: Zoppi S. – Casoli S.
14.30 - Attuali strumenti di Screening in ambito ginecologico. Ciavattini A.
14.50 - Patologie Della Vulva - Tipologia, Cause, Prevenzione e Terapie Innovative. Lomini M.
15.10 – Discussione

III Sessione: La Rete di Assistenza: Strumenti, Standard e Governance Clinica
Moderatori: Petillo A. – Sorbi F.
15.20 - Rete Assistenziale materno-neonatale e ginecologica - Modello Regionale Marche attuale e futuro. Giannubilo S. R.
15.40 - Ostetrica sul territorio una realtà marchigiana. V. Libbi
16.00 - Discussione
16.10 - Break
16.20 – TAVOLA ROTONDA
Assistenza Ostetrica come Policy Sanitaria per la Promozione della Salute della Comunità.
Moderatori:. Ciavattini A. – Marzetti I. - Pavesi C.
Assessore alla salute Regione Marche, Calcinaro P. – Direttore ARS, Carle F. – Presidente IV commissione Regione. Marche,
Baiocchi N. - Presidente CLO, Giannubilo S.R. – Direttore U.O. Civitanova Marche AST Macerata , Cecchi S. - Direttore di Struttura
Complessa Area Territoriale AST Pesaro Urbino, Esposto E. - Presidente OPO marche, Pirani L. – Direttore didattico CLO -
Fermani L. - Dirigente Professioni Sanitarie AST 5, Pace G. M.
18.00 – Chiusura lavori

9 MAGGIO - WORKSHOP ore 9:00 - 13:00