Convegno: “Cure primarie verso una nuova vocazione. Transdisciplinarità ed integrazione al servizio della persona”

Lunedì 2 marzo 2026

Sono ora disponibili online i materiali (molto interessanti!) presentati durante questo convegno organizzato dagli Ordini Professionali Fisioterapisti di numerose regioni-provincie, aperto a tutte le professioni sanitarie, introdotto da una lettura magistrale così presentata:

“In un tempo in cui la medicina rischia di ridursi a prestazione, protocollo e tecnologia, si fa urgente un pensiero che restituisca all’uomo il suo posto centrale.
Curare non è solo correggere un malfunzionamento: è prendersi carico della fragilità, riconoscere l’altro nella sua interezza, costruire relazioni che non separano ma avvicinano.
… una riflessione su come la città, i luoghi di vita e la comunità possano –e debbano– diventare spazi di cura.
Una medicina che non oggettivizza l’essere umano ma lo ascolta, lo accompagna, e lo incontra dove vive.
Perché la cura non è solo atto clinico: è forma di civiltà.”

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Prima sessione – LA CITTA’ CHE CURA: SOLO UTOPIA?

È possibile mettere insieme un’organizzazione capace di rilevare bisogni e creare reti? Come intendere servizi di prossimità che non si limitino a guardare dall’esterno ma diventino parte della vita dei soggetti, entrando nella loro quotidianità fino a costruirne pezzi di soggettività, ricollegando l’esistenza delle persone ai mondi quotidiani, lavorando su quella che oggi viene chiamata la capacitazione dei soggetti. La sessione vuole stimolare una riflessione partendo da pratiche che vedono nel territorio una parte essenziale dell’oggetto del lavoro, dove territorio è inteso come habitat e sistema di relazioni che attorno alla malattia si giocano.

Seconda sessione  – VALUTAZIONE MULTIPROFESSIONALE: DA ADEMPIMENTO A STRUMENTO DI SENSO

La valutazione multiprofessionale dovrebbe essere il primo passo per conoscere davvero la persona, comprenderne i bisogni, e costruire con lei un progetto di vita coerente e personalizzato. Troppo spesso, però, si riduce a un atto burocratico, frammentato e distante, che perde di vista l’individuo. Questa sessione vuole riportare al centro il senso della valutazione: un processo condiviso, integrato e dinamico, capace di generare conoscenza utile, orientare le scelte e valorizzare il ruolo di ogni professionista nel riconoscere la complessità della persona, non solo del caso.

Terza sessione – IL PROFESSIONISMO DEL FUTURO: IDENTITA’, STRUMENTI, VISIONI

Le trasformazioni del sistema salute stanno mettendo sotto pressione concetti un tempo solidi come “professionismo”, “identità professionale” e “confini disciplinari”. Le esigenze di integrazione, l’evoluzione tecnologica, la domanda di prossimità e la crisi dei modelli formativi tradizionali sollevano domande cruciali: ha ancora senso parlare di professioni “chiuse”? È possibile un professionismo capace di adattarsi, collaborare e innovare senza perdere legittimità e riconoscimento? Questa sessione intende aprire il dibattito su come ridefinire ruoli, saperi e percorsi formativi, esplorando modelli flessibili come il “manager ibrido”, strumenti di governo clinico come il PDTA, e il concetto emergente di “professioni a banda larga”. Un confronto necessario, che chiama tutti i protagonisti a mettersi in discussione.

Quarta sessione – TECNOLOGIE IN SANITA’: SIAMO PRONTI?

Le tecnologie digitali stanno ridefinendo tempi, spazi e modalità dell’assistenza sanitaria, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi sulla loro reale sostenibilità, accessibilità e utilità. Dalla telemedicina alla cartella clinica elettronica condivisa, l’innovazione è entrata nel quotidiano delle cure primarie. Ma siamo davvero pronti a integrarla nei percorsi assistenziali in modo efficace, equo e umano? Attraverso le relazioni di questa sessione, analizzeremo criticamente il ruolo delle tecnologie nel rafforzare (o indebolire) la relazione tra professionisti e pazienti, il lavoro di équipe e la continuità assistenziale. Sarà l’occasione per riflettere su come costruire un sistema capace di coniugare innovazione e prossimità, tecnologia e relazioni, in una logica pienamente interdisciplinare.