Alzheimer Fest 2026

Book Cover: Alzheimer Fest 2026
Festa itinerante
  • dedicata a chi generalmente alle feste non va più
  • per trasmettere ai malati ed alle loro famiglie il messaggio di solidarietà e di speranza che si può continuare a vivere e mantenere una buona qualità della vita anche con la demenza.
  • per riflettere e sorridere insieme sull'Alzheimer, con musica, spettacoli, arte e incontri scientifici, tanta allegria ed emozioni
  • nata nel 2017 su iniziativa del giornalista Michele Farina, con un’esperienza di caregiver di una persona affetta da demenza
  • realizzata annualmente in diverse città italiane
  • promossa dalla Associazione di Promozione Sociale "Alzheimer Fest"
  • sostenuta, come media partner, dal Corriere della Sera e, come partner scientifico, dall'Associazione Italiana di Psicogeriatria
Accedi al sito dell'Alzheimer Fest
ll calendario delle 23 tappe 2026

2026: L’ALZHEIMER FEST SI FA IN 23 - dal Nord alla Sicilia - dal 3 settembre al 17 ottobre

 

Inno del Fest

scritto da Flavio Pagano
eseguito da Alessandra Cesarini (pianoforte) e Maria Grazia Cicala (voce)
- clicca qui per sentirlo -

Un inno alla libertà della smemoratezza, che nasce per definizione confinata
a dispetto della pur nobile memoria, per definizione limitata.

Non ci sono parole, così tutti possiamo (non) impararlo, e nessuno può dimenticarlo.
Le interruzioni e le ripetizioni?

Non solo non sono errori, ma sono il vanto di questa musica
che fa dell’imperfezione l’essenza della perfezione.

Ognuno può eseguirlo come gli pare e, più si “sbaglia”,
meglio è.

Direte: e se finisce in caciara?
Come in tutti i quiz che si rispettino la risposta è multipla,
ragion per cui ne suggeriamo una:
e chi se ne frega.

Il lavoro dei migranti. La salute negata

Book Cover: Il lavoro dei migranti. La salute negata
Contributo:
  • Pubblicato su Salute Internazionale il 22 Luglio 2026
  • Redatto da Nicola Cocco
  • Evidenzia che
    • La violenza normativa sulla salute dei lavoratori migranti è documentata da un solido corpo di letteratura peer-reviewed e dai dati occupazionali globali
    • II lavoratori stranieri sono sistematicamente confinati nei cosiddetti 3D Jobs (Dirty, Dangerous and Demanding/Degrading): impieghi caratterizzati da bassi salari, scarsa qualificazione e un altissimo indice di pericolosità intrinseca
    • In Italia la componente straniera sconta un tasso di disoccupazione e di sotto-inquadramento professionale (occupational downgrading - declassamento rispetto alle competenze reali o ai titoli di studio posseduti nel paese d’origine) che agisce come un determinante sociale di salute distruttivo (lo scollamento tra le aspirazioni individuali e la brutalità della segregazione occupazionale genera un’usura psicologica cronica, che aumenta significativamente il rischio di sviluppare, tra gli altri, disturbi d’ansia e depressione maggiore)
    • Le condizioni di lavoro dei migranti generano il ricorso diffuso e spesso incontrollato ad analgesici maggiori, antinfiammatori e sostanze stupefacenti per sopprimere chimicamente il dolore e la fatica nei campi e nei cantieri. Non si tratta di una ricerca di eufonia o di tossicodipendenza classica, ma di una forma di “doping occupazionale” strutturale, spesso caldeggiato o imposto dai caporali stessi, indispensabile per consentire a corpi clinicamente logori di reggere turni di dodici o tredici ore sotto il sole.
  • Conclude affermando che
    • l’analisi di sanità pubblica e l’antropologia medica non possono limitarsi alla descrizione del danno epidemiologico, ma devono pretendere il ribaltamento politico del paradigma vigente
    • è urgente rivolgere un appello fermo alle istituzioni europee e nazionali affinché si ponga fine alle pratiche securitarie e alle politiche di esternalizzazione delle frontiere che invisibilizzano e annullano le persone migranti, puntando a scardinare il razzismo istituzionale che differenzia il valore intrinseco degli individui in base alla loro nazionalità d’origine.
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Remigrazione, salute pubblica e bene comune

Book Cover: Remigrazione, salute pubblica e bene comune
Documento di posizione dell'Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
  • propone un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e sulla tutela della salute pubblica, spostando il dibattito dalle contrapposizioni politiche ai determinanti della salute
  • evidenzia che:
    • Il benessere delle persone non dipende soltanto dall’assistenza sanitaria, ma anche da fattori sociali come il lavoro, il reddito, l’abitazione, l’istruzione, la qualità dell’ambiente, le relazioni sociali e la stabilità giuridica
    • Le politiche migratorie non possono essere valutate esclusivamente sul piano della sicurezza o del controllo delle frontiere, ma anche per gli effetti che producono sulla salute delle persone e delle comunità
  • Manifesta la posizione di ISDE Italia che esprime la propria contrarietà alle politiche di “remigrazione”, ritenendole incompatibili con la tutela della salute pubblica, con il rispetto della dignità umana e con i principi della prevenzione primaria, della One Health e della Planetary Health.
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Disegno Legge: riconoscimento e tutela dei caregiver

Book Cover: Disegno Legge: riconoscimento e tutela dei caregiver
Serie di approfondimenti sul disegno di legge presentato al Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 relativo al “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari” (Atto Camera 2789):
  • redatti da Franco Pesaresi
  • analizzano singoli articoli del disegno di legge
  • ne sintetizzano i contenuti con infografica riepilogativa
  • espongono
    • criticità
    • un confrontano con il contesto europeo
    • valutazioni conclusive
I contributi pubblicati
Altri contributi correlati

Nessuno nei CPR: meno che mai i minori

Book Cover: Nessuno nei CPR: meno che mai i minori
Contributo:
  • Pubblicato su Salute Internazionale il 24 Giugno 2026
  • Redatto da Francesca Ena, Valentina Burzio, Marisa Calacoci e Nicola Cocco
  • Rimarca che la tutela della salute e dei diritti dei minori non può ammettere deroghe né zone d’ombra istituzionali
  • Ribadisce, con altre realtà scientifiche, la gravità della patogenicità dei contesti di detenzione amministrativa
  • Auspica un intervento tempestivo affinché i CPR cessino definitivamente di essere luoghi di transito per le persone migranti, a prescindere dalla loro età anagrafica, e ancor di più se minori.
  • Richiama la necessità che venga applicato in modo corretto ed uniforme su tutto il territorio nazionale il Protocollo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni (n. 73 del 9 luglio 2020) in cui sono descritte le procedure da attuare per determinare l’età anagrafica dei presunti minori.
  • Salute Internazionale
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