Nuovo Piano assistenza agli anziani: consolida l’esistente più che riformare il sistema

Lunedì 6 luglio 2026

Il nuovo “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana”, adottato con DPCM per il triennio 2025-2027 e pubblicato il 12 giugno 2026, introduce criteri più equi per distribuire le risorse tra le Regioni, ma lascia invariati i principali nodi del settore: un’assistenza ancora frammentata, pochi servizi territoriali a sostegno delle famiglie e risorse insufficienti per rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti.”
È questo il giudizio espresso dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, rete che riunisce circa 60 realtà, tra cui APRIRE.
Il Piano è il primo documento di programmazione successivo all’approvazione della Riforma della Non Autosufficienza(Legge 33/2023). Il Patto evidenzia come il Piano, “pur collocandosi nel percorso della Riforma, finisca per consolidare l’esistente senza introdurre cambiamenti strutturali e senza dare piena attuazione agli obiettivi di trasformazione del sistema di assistenza.”

Accedi alla scheda informativa per visionare:

  • Comunicato stampa del Patto
  • Documento di approfondimento “Il nuovo Piano nazionale per gli anziani non autosufficienti 2025-2027. Un primo bilancio”
  • “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana“, (triennio 2025-2027, DPCM pubblicato in G.U. il 12.06.2026)  

L’analisi del Patto

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Verso un nuovo asse fra Scuole e Case della Comunità

Lunedì 29 giugno 2026

“Nell’ambito dell’Educazione alla Salute realizzata negli ambienti scolastici nell’ultimo decennio ci si è orientati verso una prospettiva di life-long learning basata sulla assunzione delle scuole come ambienti favorevoli e unità attive della promozione della salute.
Tale prospettiva ha dato vita a diversi orientamenti teorici e applicativi […]
Nel caso italiano, la strutturazione delle Case della Comunità, in corso di attuazione, costituisce un’importante novità e opportunità, a patto di sviluppare al suo interno una linea d’azione di indirizzo salutogenico effettivamente strutturata e propositiva.
Diventerebbe allora possibile creare un nuovo asse fra istituti scolastici, Case della Comunità e politiche giovanili locali capace di promuovere e coordinare gli interventi formativi rivolti alla popolazione giovanile locale, ma anche alle altre fasce d’età residenti.”


Marco Ingrosso formula questa proposta nel contributo Educare alla salute nel corso di vita: verso un nuovo asse fra Scuole e Case della Comunità, pubblicato sulla rivista Sistema Salute dell’editrice Cultura e Salute Editore Perugia.

   

Dalla scheda informativa:

Festival delle Cure Primarie

Lunedì 22 giugno 2026

Nasce come spazio di incontro, scambio e produzione collettiva di conoscenze sulle cure primarie in Italia: un’occasione per connettere professioniste/i, ricercatrici/ori, operatrici/ori sociali e sanitarie/i, comunità e istituzioni, e per immaginare insieme il futuro delle Cure Primarie.
Promosso dalla Campagna Primary Health Care Now or Never, dall’Accademia Italiana Cure Primarie e dal Movimento Giotto, si terrà nei giorni 9-11 ottobre 2026 a Roma.

E’ possibile partecipare, entro il 15/07/2026, alla Call for Experience che raccoglie contributi di diversa natura –esperienze sul campo, progetti di ricerca, percorsi formativi, proposte di policy– che abbiano promosso un ripensamento della salute e delle cure primarie nei territori, alla luce delle trasformazioni sociali, dei mutamenti dei contesti locali e dell’evoluzione del quadro normativo.

I contributi selezionati saranno presentati durante il Festival.

Accedi alla scheda informativa per ulteriori informazioni
e per partecipare alla Call for Experience

Esperienze preparatorie e percorsi di avvio delle Case della Comunità – 9° capitolo online

Lunedì 15 giugno 2026

“I grandi mutamenti epidemiologici e socio-economici delle nostre città richiedono metodi innovativi per affrontare le sfide in ambito socio-sanitario e di welfare.(…) Anche una città di medie dimensioni come Parma (…) si sta confrontando con un inedito aumento delle disuguaglianze socio-economiche, nuove  forme di discriminazione e ritiro sociale, invecchiamento della popolazione, incremento della disabilità cognitiva anche in età infantile, denatalità, individualismo (…), sfiducia nelle istituzioni e scadente senso di appartenenza a una comunità.”

Esperienze preparatorie e percorsi di avvio delle Case della Comunità – 2024

L’attuale Amministrazione di Parma ha sempre ritenuto cruciale e distintivo il tema della “città che cura”, una città che si prende cura di sé e dei propri cittadini.

L’8° capitolo del Numero Monografico dedicato alla transizione verso le Case della Comunità, pubblicato sulla rivista Sistema Salute

descrive la costruzione del Patto Sociale per Parma, avviata a partire dal dicembre 2022, come uno strumento dinamico che consente di far emergere il ruolo della Comunità.

Gli obiettivi

  1. costruire il Patto Sociale per Parma per una rinnovata, efficiente ed equa integrazione socio-sanitaria;
  2. definire i progetti in base “alla domanda” e ai bisogni espressi dai cittadini;
  3. promuovere una reale e misurabile innovazione sociale;
  4. potenziare l’Alleanza tra Amministrazione, Terzo Settore, Centro di Servizio per il Volontariato, Cooperazione, Organizzazioni Sindacali, Fondazioni, Associazioni economiche, di categoria e del mondo produttivo;
  5. potenziare trasversalità e intersettorialità; semplificare e razionalizzare; Co-programmare e co-progettare;
  6. riconoscere il valore di prossimità, relazionale ed economico delle imprese sociali e di tutte le reti civiche informali.

Avviato da un anno, il Patto Sociale per Parma ha consentito una revisione e una condivisione di numerosi progetti e procedure con una migliore allocazione di risorse, migliore coinvolgimento degli stakeholders, degli assetholders e degli utenti finali.

Per saperne di più, dalla scheda informativa puoi:

Raccomandazioni italiane su “Comunità proattive e prescrizione sociale”

Lunedì 8 Giugno 2026

Presentate dal “Network Comunità, Solitudini e Salute” presso la Sapienza di Roma, sono il risultato di un percorso di confronto e di ricerca nazionale e internazionale, cui anche APRIRE ha partecipato, con il coinvolgimento di WHO UE, WONCA Europa, EuroHealthNet, Ministeri competenti, AGENAS, ISS, Regioni, ASIQUAS, Organizzazioni d’impresa, società professionali e scientifiche, Network associativi, Cittadinanzattiva, CSV Net e tanti altri soggetti del mondo ETS e del Volontariato e alla presenza della Commissione Salute della CEI.

Una serie organica di Raccomandazioni:

  • specifiche da poter essere tradotte in azioni territoriali,
  • flessibili per poter essere adattate ai diversi contesti locali,
  • fondate da poter resistere al confronto con le evidenze scientifiche e con la realtà dei servizi.

Accedi alla scheda informativa per scaricare le Raccomadazioni
e per visionare i documenti di supporto:

  • Il percorso del Network Comunità, Solitudini e Salute
  • Glossario
  • Modelli e strumenti per comunità che curano
  • Scheda di autovalutazione per i progetti e le esperienze di prescrizione sociale e comunità produttive

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